venerdì 20 ottobre 2017

BAMBINI AUTONOMI O ABBANDONO DI MINORE? MUOVERSI IN AUTONOMIA E' UN DIRITTO INALIENABILE









Organismi internazionali, Unione Europea, Organizzazione Mondiale della Salute da anni promuovono il movimento e la mobilità scolastica a piedi e in bicicletta a partire dalla scuola primaria attraverso pubblicazione di dossier, incontri internazionali, scambi di buone pratiche, iniziative e progetti.
Il CNR in Italia ha sviluppato e pubblicato studi e ricerche-azioni sul tema e sull’autonomia dei bambini, esiste un’ampia bibliografia e raccolta di esperienze avviate almeno da 20 anni.
Il Ministero dell’Ambiente un anno fa ha pubblicato un bando – cui hanno partecipato tanti Comuni italiani – per co-finanziare azioni sperimentali di percorsi casa scuola e casa lavoro.
… e potremmo proseguire anche con un lungo elenco di buone pratiche intelligenti sul tema. 
Che cosa sta succedendo nel nostro Paese?
Per una questione di responsabilità – ma non siamo per nulla convinti che sia solo per questo – in molte scuole si sta inibendo in ogni modo il ritorno a casa degli allievi in autonomia fino ai 14 anni. In diversi casi questa decisione comprende anche l’ingresso a scuola. 
Questa presa di posizione - che si tramuta in atti concreti (inibenti e di divieto) – ha ricevuto “nuovo vigore” dalla pubblicazione di una sentenza della Corte di Cassazione in relazione ad un evento drammatico accaduto 15 anni fa. 
Bambini sempre accompagnati fino a scuola, fino a casa, ovunque. Dove va a finire il diritto di crescere? Dove vanno a finire i diritti dei bambini, promossi dalla Convenzione internazionale dell’infanzia e divenuti legge dello Stato nei Paesi sottoscrittori inclusa l’Italia?
Siamo tutti inadempienti! Le scuole che rinunciano, i Comuni che non si occupano –o mal si occupano- della mobilità urbana attorno alle scuole e dell’accessibilità autonoma agli spazi pubblici, il MIUR e gli uffici decentrati che non si pronunciano o invitano alla prudenza o delegano alle singole scuole decisioni in merito. 
1200 Comuni si sono riuniti a Vicenza in occasione dell’Assemblea Annuale dell’ANCI. Ci auguriamo che la questione sia stata posta e discussa, là e altrove. Una netta, decisa inversione di tendenza è necessaria!
Per questo motivo, con altri soggetti e associazioni italiane abbiamo promosso la petizione diretta al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni “Bambini autonomi o abbandono di minore?” (https://www.change.org/p/paolo-gentiloni-bambini-autonomi-o-abbandono-di-minore) che in pochi giorni ore ha superato le 50.000 firme.
Questo il testo della petizione:
“Chiediamo che la legge specifichi che non si considera mai abbandono di minore la normale attività autonoma dei bambini e dei ragazzi (come l'andare e tornare a scuola da soli, il giocare nei parchi pubblici o nei cortili senza sorveglianti, lo spostarsi in quartiere o in paese in autonomia), e che nessun genitore, insegnante, educatore o preside possa essere considerato responsabile di abbandono in queste condizioni.

Non vogliamo crescere una generazione di bamboccioni! E una città fatta di auto, scorte e paure. In tanti paesi del mondo i bambini si spostano in autonomia e non ci sono evidenze di maggiori rischi.”

venerdì 13 ottobre 2017

Progetto partecipato per la trasformazione del cortile scolastico a Monastier













Un buon gruppo di insegnanti, bambini motivati e soddisfatti di essere presi sul serio, un'amministrazione che sostiene il progetto. Sono questi gli ingredienti che hanno portato a risultati molto interessanti e a scelte di intervento condivise dall'intera comunità scolastica per la trasformazione del cortile scolastico nel corso dei laboratori di ascolto e interazione realizzati alla fine di settembre 2017...
Durante le fasi di ascolto e di interazione i bambini hanno raccontato quali sono i luoghi preferiti del giardino, hanno esposto le loro idee e proposte rappresentate nei poster e nei plastici.
È emersa la preferenza verso gli spazi verdi, come il prato, ma anche la siepe che costeggia il giardino fronte strada (luogo di gioco e di rifugio) e il boschetto di noccioli che si trova nella parte interna del giardino (la meno praticata d’inverno o quando piove a causa delle difficoltà di drenaggio).
Si è discusso insieme sulla fattibilità di quanto proposto e i bambini sono stati invitati a riflettere sulle loro idee e su eventuali nuovi stimoli ricevuti nel corso della discussione.
Dopo l’ascolto – intervallato con pause di gioco in movimento – i bambini si sono divisi in gruppi dove hanno proseguito la discussione e la riflessione.
L’attività è risultata molto utile per definire un primo quadro di priorità, che ha dato modo di selezionare 17 proposte tra le numerose presentate ed emerse nella discussione. Sono quasi del tutto scomparsi i giochi ‘individuali’ (a fruizione singola o per pochi) a favore di quelli collettivi. Le proposte rispondono ad una esigenza di organizzare gli spazi in aree con funzioni diverse ma integrate tra loro. Per esempio le zone relax sono prossime a un ‘sistema’ di percorsi e stimoli per il movimento. Tutto il giardino è stato considerato: sia la parte fronte strada con pavimentazione di ghiaia (ma con la presenza di una lunga siepe e di alberi) sia quella interna, che risulta di gran lunga la più importante per loro (più come potenziale che come uso effettivo).
Durante la seconda riunione plenaria sono state discusse e scelte 17 proposte, poi votate da ciascun bambino (3 preferenze a disposizione). Sono stati utilizzati bollini con 4 colori diversi, in modo tale da poter visualizzare le preferenze per fascia di classe (2-3-4-5). Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, è seguita una seconda sessione di approfondimento di gruppo (progettiamo il nostro giardino – tra le proposte più votate quali non devono mancare? Possiamo intervenire noi? Possiamo farlo noi con l’aiuto di genitori o volontari? Può farlo il Comune con il nostro aiuto? Quando?).
Ora inizia il percorso di restituzione progettuale e la realizzazione delle installazioni e degli interventi decisi tutti insieme. In primavera i primi risultati 'sul campo'.

Pause Attive: proseguono i corsi di formazione avviati lo scorso anno.










Dallo scorso anno scolastico abbiamo realizzato in collaborazione con il dipartimento di prevenzione dell'ULSS2 oltre 10 corsi di formazione, raggiungendo circa 400 insegnanti prevalentemente delle scuole primarie. A breve saremo in grado di comunicare i risultati del monitoraggio che ha coinvolto tutti i docenti e tutte le classi che hanno sperimentato le pause attive.
Nel frattempo proseguono i corsi che coinvolgono scuole in provincia di Treviso (Villorba, Salgareda, Paese, Gorgo al Monticano) e del Veneto (Mestre, Padova, Feltre, Belluno, Cadore...).
Siamo grati a tutti coloro che hanno partecipato e parteciperanno, perché la modalità interattiva e laboratoriale ci permette di tesaurizzare tutte le indicazioni che arrivano dai loro feedback.

#mobilitàsostenibile #spazipubbliciaccessibili #dirittibambini #percorsicasascuola#wakeup!


Organismi internazionali, Unione Europea, Organizzazione Mondiale della Salute da anni promuovono il movimento e la mobilità scolastica a piedi e in bicicletta a partire dalla scuola primaria attraverso pubblicazione di dossier, incontri internazionali, scambi di buone pratiche, iniziative e progetti.
Il CNR in Italia ha sviluppato e pubblicato studi e ricerche-azioni sul tema e sull’autonomia dei bambini, esiste un’ampia bibliografia e raccolta di esperienze avviate almeno da 20 anni.
Il Ministero dell’Ambiente un anno fa ha pubblicato un bando – cui hanno partecipato tanti Comuni italiani – per co-finanziare azioni sperimentali di percorsi casa scuola e casa lavoro.
… e potremmo proseguire anche con un lungo elenco di buone pratiche intelligenti sul tema. 
Che cosa sta succedendo nel nostro Paese?
Per una questione di responsabilità – ma non siamo per nulla convinti che sia solo per questo – in molte scuole si sta inibendo in ogni modo il ritorno a casa degli allievi in autonomia fino ai 14 anni. In diversi casi questa decisione comprende anche l’ingresso a scuola. 
Questa presa di posizione - che si tramuta in atti concreti (inibenti e di divieto) – ha ricevuto “nuovo vigore” dalla pubblicazione di una sentenza della Corte di Cassazione in relazione ad un evento drammatico accaduto 15 anni fa. 
Bambini sempre accompagnati fino a scuola, fino a casa, ovunque. Dove va a finire il diritto di crescere? Dove vanno a finire i diritti dei bambini, promossi dalla Convenzione internazionale dell’infanzia e divenuti legge dello Stato nei Paesi sottoscrittori inclusa l’Italia?
Siamo tutti inadempienti! Le scuole che rinunciano, i Comuni che non si occupano –o mal si occupano- della mobilità urbana attorno alle scuole e dell’accessibilità autonoma agli spazi pubblici, il MIUR e gli uffici decentrati che non si pronunciano o invitano alla prudenza o delegano alle singole scuole decisioni in merito. 
1200 Comuni si sono riuniti a Vicenza in occasione dell’Assemblea Annuale dell’ANCI. Ci auguriamo che la questione sia stata posta e discussa, là e altrove. Una netta, decisa inversione di tendenza è necessaria!
Per questo motivo, con altri soggetti e associazioni italiane abbiamo promosso la petizione diretta al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni “Bambini autonomi o abbandono di minore?” (https://www.change.org/p/paolo-gentiloni-bambini-autonomi-o-abbandono-di-minore) che in poco più di 24 ore ha raccolto più di 4000 firme.
Questo il testo della petizione:
“Chiediamo che la legge specifichi che non si considera mai abbandono di minore la normale attività autonoma dei bambini e dei ragazzi (come l'andare e tornare a scuola da soli, il giocare nei parchi pubblici o nei cortili senza sorveglianti, lo spostarsi in quartiere o in paese in autonomia), e che nessun genitore, insegnante, educatore o preside possa essere considerato responsabile di abbandono in queste condizioni.

Non vogliamo crescere una generazione di bamboccioni! E una città fatta di auto, scorte e paure. In tanti paesi del mondo i bambini si spostano in autonomia e non ci sono evidenze di maggiori rischi.”