venerdì 21 agosto 2015
Pubblicato il volume "CITY - CHILDREN IN THE CITY. Growing up in activated spaces"
E' stato pubblicato in lingua inglese, a conclusione del progetto europeo, il libro CITY - CHILDREN IN THE CITY. Growing up in activated spaces, redatto a più mani dalle istituzioni partner (scuole infanzia e primarie di Conegliano, Berlino e di Lleida).
La pubblicazione, considerata come uno degli obiettivi strategici del progetto, testimonia i percorsi, la metodologia e i risultati ottenuti grazie alla collaborazione e allo scambio di esperienze innovative ed azioni comuni tra i partner. Capofila del progetto è l'Istituto Comprensivo 3 "Brustolon" di Conegliano (Emanuela Franzin, Angela Marchiori, Josette Tamponi), con la collaborazione e il coordinamento scientifico di Moving School 21 (Raffaela Mulato, Stephan Riegger)
Focus: qualità dell’ambiente scolastico e urbano, organizzazione e gestione di tempi e spazi per favorire il movimento, migliorare il ben-essere, la salute, la sicurezza, l’apprendimento e promuovere la cittadinanza attiva.
L’approccio è sistemico (pedagogia, salute, architettura, urbanistica, partecipazione) e si fonda sulla cooperazione tra scuole, ente locali, famiglie, associazioni, tenendo conto di ‘chi fa la scuola’ e di ‘come fare scuola’.
Attraverso un percorso condiviso di osservazione e monitoraggio, si è cercato di capire "che cosa cambia":
- nell'apprendimento e nel rendimento scolastico;
- nell'organizzazione e nella gestione delle attività educative e didattiche (capacità di innovazione del sistema scolastico);
- nel ben-essere di bambini e insegnanti
- nei rapporti con gli Enti Locali e con altri soggetti presenti nel territorio (apprendimento reciproco).
Siete interessati? Scrivete a info@movingschool21.it
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Perché, e come, andare a scuola a piedi in autonomia.
A scuola a piedi (e ritorno), è una pratica che per molte
generazioni era routine, senza bisogno di progetti speciali. Sono stata
accompagnata da mia mamma il primo giorno di scuola elementare. Dal giorno dopo
in poi non è più successo, non era necessario, né lo desideravo. La strada era
condivisa da pedoni, ciclisti e, certo, molte meno auto di oggi. Il percorso
quotidiano variava con il variare delle stagioni, o delle nuove amicizie, con
appuntamenti lungo la strada per arrivare insieme a scuola, mentre al ritorno
le divagazioni dipendevano da accompagnamenti reciproci, giochi e altro. Ci
conoscevano tutti i negozianti: il panettiere, il fruttivendolo, il barista, il
barbiere, l’edicolante, oltre ai vicini di casa. Nel frattempo il nostro ‘raggio
di azione’ si allargava piano piano, perché vicino c’erano anche il centro
parrocchiale, il giardino pubblico, la piazza, il fiume.
Oggi, come scrive Franco La Cecla “le città si sono
defisicizzate, fino a una dis-incarnazione quasi totale.” (Franco La Cecla,
Contro l’urbanistica, Einaudi, 2015)
La strada è fatta per le auto, una minaccia, così come una
minaccia viene percepito lo spazio aperto, pieno di insidie. Dove non c’è il
rischio di essere investito (strada), c’è un malintenzionato che ti potrebbe
aggredire (parco, spazio pubblico).
Rischi e pericoli reali o percepiti possono essere ridotti o evitati. I percorsi casa scuola possono essere messi in sicurezza. Si può creare un ‘tessuto connettivo’ e un controllo sociale che rende di nuovo fattibile ciò che un tempo rientrava nella pratica quotidiana. Fare in modo che i bambini possano camminare e andare in bici porta un grande beneficio per tutta la collettività, sotto molti aspetti. Poiché può fare da volano per ripensare l’uso dello spazio, restituendolo ai ‘corpi urbani’. Benefici per l’ambiente, per lo stile di vita, per la salute, per la sicurezza, per la socialità, per l’integrazione.
Rischi e pericoli reali o percepiti possono essere ridotti o evitati. I percorsi casa scuola possono essere messi in sicurezza. Si può creare un ‘tessuto connettivo’ e un controllo sociale che rende di nuovo fattibile ciò che un tempo rientrava nella pratica quotidiana. Fare in modo che i bambini possano camminare e andare in bici porta un grande beneficio per tutta la collettività, sotto molti aspetti. Poiché può fare da volano per ripensare l’uso dello spazio, restituendolo ai ‘corpi urbani’. Benefici per l’ambiente, per lo stile di vita, per la salute, per la sicurezza, per la socialità, per l’integrazione.
Negli anni si sono moltiplicati i progetti orientati ad una
mobilità più sostenibile; molti riguardano proprio i percorsi casa scuola. Come
in molte altre parti d’Italia, nella provincia di Treviso sono stati attivati
molti percorsi pedonali, grazie all’incontro di sensibilità e volontà di
tecnici comunali (mobility manager), genitori, azienda sanitaria locale, associazioni,
scuole. A Treviso tutti e cinque istituti comprensivi hanno lavorato e
organizzato i Pedibus, anche grazie al lavoro volontario di molti genitori. Esiste
un piano comunale per la messa in sicurezza dei percorsi casa scuola. Sono
maturate esperienze di percorsi in autonomia, laddove si sono create quelle
condizioni di sicurezza e di alleanza tra tutte le parti interessate.
È stato da poco pubblicato il volume “Andiamo a scuola da
soli! Percorsi in autonomia e movimento casa-scuola: indicazioni operative” curato
da Federica Michieletto e Susanna Morgante, promosso da Regione Veneto, MIUR
Veneto e progetto regionale Muoversì. Il testo si configura come uno strumento
utile per avviare e gestire i percorsi casa scuola, ma anche per includere
nella programmazione educativa e didattica curricolare pratiche di movimento
quotidiano, di esplorazione, di conoscenza del territorio. Abbiamo portato il
nostro contributo, nel capitolo “Oltre il Pedibus con Moving School 21. Scarpe
Blu: per una didattica della mobilità urbana a misura di bambino”, che illustra
i contenuti di un libro-manuale (“Scarpe Blu. Come educare i bambini a muoversi
in città in autonomia e sicurezza”, La Meridiana, 2013) nel quale si portano ad
esempio alcune buone pratiche italiane ed europee, oltre che molti materiali
didattici.
I tempi appaiono dunque maturi per fare il salto di qualità
dalle buone pratiche alle politiche, ovvero dal superamento del progetto che
diviene regola e comportamento quotidiano. Non è così. Cambi di amministrazione
sovente implicano la sospensione, quando non l’affossamento, di pratiche
consolidate. Per disinteresse, per segnare una discontinuità con il passato
(senza andare a vedere cosa funziona e che cosa no), per la non comprensione
del loro valore.
Ma non sono solo le amministrazioni locali a ‘rallentare’ o
mandare in stand-by lo sviluppo capillare dei percorsi casa-scuola. Sono anche
scuole (non tutte) le cui dirigenze scolastiche ‘frenano’ e in qualche caso
vietano la promozione dei percorsi casa scuola, soprattutto se si parla di percorsi
in autonomia.
Lo scorso anno scolastico la direzione generale dell’Ufficio
Scolastico Regionale del Veneto, in data 1 dicembre 2014, ha inviato una
comunicazione con indicazioni relative all’uscita autonoma da scuola degli
alunni. L’enfasi è posta sul dovere di vigilanza e le necessità di disciplinare
le modalità di adempimento dello stesso, sulle responsabilità, sui riferimenti
alla giurisprudenza in materia di uscita autonoma degli alunni. Attenzione dovuta
e sacrosanta, che tuttavia toglie ‘respiro’ e ‘spazio’ all’ultima parte della
comunicazione, che riguarda “le modalità di svolgimento del dovere di vigilanza
nei casi eccezionali di uscita autonoma”. Già il dato dell’eccezionalità
inibisce l’adozione di decisioni in merito ai percorsi casa-scuola in autonomia
(in ogni caso sconsigliati). Se si va a leggere il testo con attenzione, si
intravvede la possibilità, se pur in forma ambigua, di adottare strategie che
permettano l’uscita in autonomia, laddove si stringano alleanze tra scuola,
famiglie, enti locali. Un segnale molto debole, che meriterebbe ulteriori e
necessari approfondimenti, se davvero si vuole “promuovere i percorsi in
autonomia e movimento casa-scuola”.
È disponibile ampia documentazione, nazionale e
internazionale, nonché dossier e strategie promosse tanto dall’Organizzazione
Mondiale della Sanità, tra le quali la Carta di Toronto, quanto dalla
Commissione Europea.
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche da anni ha avviato il
progetto internazionale “La città dei bambini”; in quell’ambito trova ampio spazio
l’ iniziativa “A scuola ci andiamo da
soli”. Due anni fa sono stati pubblicati gli esiti della ricerca internazionale
“Children’s Independent Mobility - La
mobilità autonoma come aspetto critico dello sviluppo dei bambini e della
qualità della vita” cui ha partecipato l'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione
del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr), promossa dal Policy
Studies Institute di Londra, che ha coinvolto l’Italia, la Germania e altri 15
Paesi del mondo. I
dati italiani sono pubblicati sul sito: http://www.lacittadeibambini.org/ricerca/allegati/Report%20italiano1.pdf
“La
mobilità infantile è uno degli aspetti che ha maggiormente risentito della
grande trasformazione dell'ambiente urbano, con ricadute negative sul benessere
e sullo sviluppo psico-fisico. L'autonomia di spostamento dei bambini italiani
nell'andare a scuola si è ridotta, passando dall'11% nel 2002 al 7% nel 2010,
mentre l'autonomia dei bambini inglesi è al 41% e quella dei tedeschi al
40%", spiega Antonella Prisco, ricercatrice dell'Istc-Cnr. "Per il
tragitto di ritorno, soltanto l'8% dei bambini italiani lo compie da solo, a
fronte del 25% dei coetanei inglesi e del 76% dei tedeschi. Il divario di
autonomia con gli altri paesi sul percorso casa-scuola permane ampio anche per
i ragazzi delle medie inferiori: il 34% degli italiani, contro il 68% dei
tedeschi e il 78% degli inglesi".
In
Italia risulta estremamente basso anche l'uso del mezzo pubblico. "Mentre
per i bambini non ci sono differenze tra Italia e Inghilterra, 3% per entrambi
i Paesi, in Germania la percentuale sale all'8", aggiunge Daniela Renzi, ricercatrice
dell'Istc-Cnr. "Maggiori differenze si hanno invece per la scuola
secondaria, dove l'Italia resta ferma al 3%, l'Inghilterra passa al 25% e la
Germania arriva addirittura al 64%,: probabilmente per l'efficienza dei servizi
pubblici, ma forse anche per maggiore fiducia dei genitori".
La
possibilità di muoversi in autonomia da parte dei bambini", conclude
Prisco, "permette l'esperienza fondamentale del gioco, aiuta a prevenire
sovrappeso e obesità, ad acquisire maggiore sicurezza, autostima e capacità di
interagire, rafforza i legami con le persone che abitano nel proprio quartiere
e a sviluppare un senso di identità e responsabilità, riducendo i sentimenti di
solitudine durante l'adolescenza".
Le criticità per il nostro Paese sono evidenti, tanto quanto
i benefici dati dalla possibilità di muoversi in autonomia.
Occorre ripensare le regole, rivedere la normativa, ridefinire
ruoli e responsabilità, affinché le scuole vengano messe nelle condizioni di
includere nella propria offerta formativa, non come progetto, ma come attività
curricolare, il percorso casa-scuola a piedi e in bici.
I Comuni possono adottare misure specifiche di messa in
sicurezza (non come eccezione, ma come regola), nel raggio di 1 Kmq attorno
alle scuole, non solo dei percorsi casa scuola, ma rendendo accessibili anche
gli spazi pubblici. La proposta del Kilometro Quadrato Educativo, sperimentato
e attuato a Berlino, costituisce un buon esempio.
Va ripensato anche il sistema assicurativo, includendo i
percorsi casa scuola nelle competenze dell’INAIL e non delle assicurazioni
integrative che le scuole si vedono obbligate a fare, come succede in altri
Paesi europei, dove sono gli stessi istituti pubblici di promozione della
salute e di prevenzione agli infortuni a promuovere i percorsi casa-scuola in
autonomia!
È un percorso in
salita, ma urgente e necessario. Un Paese civile e avanzato si misura anche su
questo. Non è possibile continuare a mantenere una posizione di fanalino di
coda, che vede solo il 10% dei bambini italiani che vanno a scuola in autonomia
contro il 41% di quelli inglesi e il 40% dei tedeschi.
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giovedì 9 luglio 2015
Sperimentazione e riqualificazione dell'ex Caserma Piave a Treviso
L'ex Caserma Piave, dopo anni di abbandono, utilizzata come deposito di materiali di varia natura, gettati alla rinfusa (vecchi documenti dell'ente locale, mobili, attrezzature e arredi scolastici e non, elettrodomestici, scenografie teatrali, e molto altro), sta per essere restituita a nuova vita. Un pezzo di città che da buco nero si sta trasformando in opportunità per nuove funzioni, che verranno definite nel processo partecipato in corso, coordinato da Andrea Mariotto, IUAV - Corso post lauream Azione locale partecipata e sviluppo urbano sostenibile. IUAV e Comune hanno finalmente sottoscritto la convenzione che ha di fatto formalizzato un processo già in corso. Il tutto nasce dopo l'occupazione da parte di ZTL (Zone temporaneamente Liberate) che nel corso degli anni ha simbolicamente occupato diversi spazi per catalizzare l'attenzione sui tanti buchi neri del nostro territorio e per sollecitare la restituzione di spazi inutilizzati alla comunità. Attraverso il processo avviato, si è ora costituito un gruppo formato da oltre 20 associazioni, destinato ad allargare ulteriormente i propri confini.
Sono già state definite proposte di riuso temporaneo, che fanno capo a 7 aree tematiche: Accoglienza, Performance, Convivialità, In-formazione, Manualità, Motricità, Interfaccia. Altre sono in corso di definizione.
Le prime azioni 'pubbliche': il 24 maggio sono state realizzate 'pulizie di primavera', che hanno liberato spazi che ora possono essere utilizzati, in aggiunta a quelli ripuliti e sistemati in precedenza da ZTL, il 19 giugno sopraluogo dei consiglieri comunali, cui hanno partecipato anche gli assessori Manfio, Cabino e Michielan.
Ad accoglierli, oltre ai docenti IUAV Andrea Mariotto ed Ezio Micelli, un
nutrito gruppo di persone, in rappresentanza delle associazioni e gruppi
informali che stanno partecipando al processo partecipato avviato questa
primavera: giovani, artisti, artigiani, architetti, musicisti, operatori nel
campo della salute e del sociale, abitanti del quartiere, studenti. Lo scopo dell’allestimento è stato di “comunicare
facendo” i progetti di riuso temporaneo,
un grande cantiere creativo illustrato dai proponenti: attività artigianali come “Tornio subito” –
un laboratorio artigiano a servizio dei cittadini, artistiche come “Arte a
Km0”, educative, ludiche, uno studio fotografico, uno spazio performativo nel
quale la Fucina del Corajo ha regalato un momento di grande poesia, biblioteca,
bio-osteria, architettura open source, giardino condiviso, spazio accoglienza
per il quale è stato sviluppato un progetto di ospitalità per i giovani durante
l’estate e per senzatetto nel periodo invernale.
È stata allestita anche una mostra fotografica con le foto
di Giancarlo Rado, che narrano la storia dal degrado e incuria in cui versavano
gli spazi all’attuale condizione decisamente più vivibile.
La visita ha permesso di rendersi conto dello ‘stato
dell’arte’, della dimensione degli spazi, delle potenzialità di far vivere un
pezzo di città in quiescenza da oltre un ventennio, e del gran lavoro di
pulizia fatto in questi mesi. Andrea Mariotto ha sottolineato le specificità di questo
percorso, le opportunità che sta
offrendo per ripensare, anche attraverso l’uso temporaneo degli spazi, alla
destinazione futura dell’ex Piave.
La presenza di abitanti del quartiere, appare importante e
significativa perché questo luogo, sconosciuto ai più, sta assumendo un
significato diverso, con il desiderio diffuso di varcare la soglia e di farne
uno spazio di aggregazione aperto e inclusivo. Molte energie sono in campo,
energie e persone che stanno spendendo il loro tempo e le loro competenze.
Sono ora in corso gli Open Day e i focus group programmati per far conoscere il progetto e allargare la partecipazione.
Noi partecipiamo al processo, dopo averlo promosso, convinti che questa strada sia molto più efficace di soluzioni e progetti fatti a tavolino.
Per restare informati: pagina facebook 'Sperimentazione e riqualificazione ex Caserma Piave (TV)'.
Cosa sta cambiando nel giardino della scuola di Fontanelle con il progetto MUOVITI!
Il progetto MUOVITI! è nato per migliorare gli spazi del giardino della scuola, attraverso la realizzazione delle proposte e delle idee frutto del percorso partecipato che ha coinvolto tutti i bambini della scuola primaria, insegnanti, genitori, volontari, ente locale e associazioni.
A fine maggio è stato avviato il cantiere di auto costruzione che proseguirà nei primi mesi di scuola il prossimo anno scolastico.
Ma i lavori di 'cura' non si fermano durante l'estate: a turno un gruppo di volontari ogni giorno va ad annaffiare le piante dell'aiuola a spirale e del grande labirinto.
Un grande grazie va a loro e a chi sta portando avanti il progetto, superando ostacoli e criticità. Fontanelle ha ora un nuovo spazio a disposizione, che sperimenterà l'apertura alla fruizione pubblica.
A fine maggio è stato avviato il cantiere di auto costruzione che proseguirà nei primi mesi di scuola il prossimo anno scolastico.
Ma i lavori di 'cura' non si fermano durante l'estate: a turno un gruppo di volontari ogni giorno va ad annaffiare le piante dell'aiuola a spirale e del grande labirinto.
Un grande grazie va a loro e a chi sta portando avanti il progetto, superando ostacoli e criticità. Fontanelle ha ora un nuovo spazio a disposizione, che sperimenterà l'apertura alla fruizione pubblica.
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venerdì 5 giugno 2015
I luoghi alle persone. Planning for Real per Treviso!
Si entra nel vivo delle proposte per la riqualificazione di tre piazze del Centro Storico con il Planning for Real, ultima tappa del progetto "I luoghi alle persone" sabato 6 giugno 2015 dalle ore 10 alle ore 18 presso la Loggia dei Cavalieri. Saranno esposti pannelli illustrativi del percorso di ascolto, di interazione e di animazione delle piazze, immagini delle piazze tra passato e futuro, buone pratiche di trasformazione urbana. Semplici regole permetteranno a tutti, esperti e non, di dare il proprio contributo, inserendo le 'carte del cambiamento' in un grande plastico. Chiuderemo la giornata con un reading di poesia urbana con Francesco Crosato. Vi aspettiamo!
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martedì 26 maggio 2015
Installazioni partecipate a Berlino e a Treviso
Ecco due delle ultime installazioni a Berlino e a Treviso!
L'arrampicata orizzontale outdoor realizzata da Movy World sulle pareti esterne di una scuola primaria a Berlino, che si sviluppa ai lati dell'ingresso che dà sul giardino e il 'tavolo delle regole e della pace' installato nel giardino della scuola primaria San Giovanni Bosco a Canizzano (TV). Il tavolo è una delle installazioni ideate dai bambini nel corso di un processo di progettazione partecipata, coordinato dall'insegnante Manuela Mulato, che ha trasformato il cortile in un parco!
La progettazione esecutiva dell'arrampicata e del tavolo è stata curata da Paolo Giordano, esperto dell'Associazione Moving School 21, che ha accompagnato il processo partecipato.
lunedì 18 maggio 2015
I luoghi alle persone - animazioni alla 'conquista' dello spazio pubblico.
Prosegue il progetto "I luoghi alle persone", un processo partecipato di ascolto e di interazione con i cittadini per condividere le scelte e i cambiamenti che riguardano gli spazi pubblici, promosso dal Comune di Treviso in collaborazione con ULSS 9, 3viso3 e Moving Schol 21. L'Associazione Moving School 21 ha portato il proprio contributo agli eventi di animazione il 9 e il 16 maggio, con l'obiettivo di stimolare l'incontro, il movimento, l'inter-generazionalità, la creatività, dimostrando che lo spazio prende significato in rapporto a come viene vissuto.
9 maggio a Santa Maria dei Battuti e Umanesimo Latino.
9 maggio a Santa Maria dei Battuti e Umanesimo Latino.
Sono stati allestiti percorsi urbani giocabili, con il ponte tibetano e le Scarpe Blu e il paracadute: attività che si possono fare ovunque, con strade e piazze che si trasformano in occasioni di gioco e di movimento, con grande divertimento di tutti. I partecipanti hanno sperimentato anche l’attività 'sentire la piazza' che percepire lo spazio ad occhi chiusi, per affinare i sensi, allargare
il proprio sguardo e immaginare nuove possibilità. Infine abbiamo dato “spazio alle idee dei bambini” con : “Verrei in questa piazza se...”. I bambini dopo le esperienze di movimento e di gioco hanno disegnato i loro desideri. L'acqua è l'elemento che accomuna tutti i disegni, frequente il 'desiderio' di elementi naturali, di giochi a terra e semplici installazioni.
16 maggio PIAZZE Santa Maria dei Battuti, Filodrammatici, S. Andrea
e dintorni.
L’evento ha stimolato l’esplorazione e l’uso dello spazio, la scoperta di un tessuto connettivo inusuale che mette in relazione le piazze, ed ha suggerito una lettura dinamica dei luoghi e dell’interazione tra la città di
pietra e di acqua, dimostrando come una comunità attiva possa rendere viva una piazza, creando relazioni e favorendo l'incontro.
Questi i percorsi e le animazioni nelle piazze e ai
Giardini di Sant’Andrea.
“Sentieri urbani e tesori nascosti” - Caccia alla piazza: un percorso
avventuroso con indizi per giovani esploratori alla scoperta delle piazze di Treviso. Il percorso, oltre alla scoperta dei 16 indizi, ha previsto anche piccole attività, quali la'cura simbolica' dei luoghi, facendo rifiorire le vuote e tristi fioriere che costeggiano la scalinata di Piazza Sant'Andrea. A 'caccia' ultimata, un dono per tutti: una bella pianta di fragole!
Questa attività, che ha permesso di scoprire vicoli, passaggi, connessioni, pezzetti di 'storia' della nostra città, verrà riproposta in altre occasioni, come suggerito dagli stessi partecipanti.
“Sentieri disegnati” – a Santa Maria dei Battuti e in via Toniolo
all’altezza dei Giardini di Sant’Andrea, dove alcune installazioni – stimolo hanno suggerito ai partecipanti opportunità di gioco e di movimento, disegnate e colorate a terra. Il tema del fiume è dominante, cosa sarebbe questa parte di città se lo sguardo da Piazza Sant'Andrea si potesse allargare fino al Sile e se potessimo percorrere quello spazio senza cesure?
Laboratori creativi "Arte in Città - Libera il giardino!" e "SIT Art" in Piazza Sant’Andrea: i laboratori idealmente hanno messo in comunicazione i due spazi superando la strada e la cancellata. Particolarmente gradito è stato il Laboratorio SIT ART, cui hanno liberamente partecipato bambini anche molto piccoli e persone adulte, con prodotti 'sorprendenti'!
Per informazioni sul progetto "I luoghi alle persone": pagina Facebook dedicata ‘I luoghi alle persone’ e il sito internet del Comune di Treviso (http://www.comune.treviso.it/luoghi-alle/) dove possono scaricare i risultati dei laboratori di ascolto "world cafè".
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